Locus Locorum 2013

15 giugno 2013

 

 Qualche pensiero su questa edizione

 

di Oriana Bosco

                                                                                                                                                         Si è conclusa nel migliore dei modi la quarta edizione di Locus Locorum, che si è svolta il 15 e 16 giugno a Ponte Arche sotto la regia della Pro Loco di Ponte Arche e il supporto della Federazione Trentina delle Pro Loco. L’ormai consueto festival delle Pro Loco trentine, che ha visto quest’anno 24 Pro Loco “invadere” il parco 

termale di Ponte Arche, portando ognuna il proprio entusiasmo, i propri gusti e le proprie tradizioni, riconferma con il successo dell’edizione di quest’anno la sua grande forza e le sue grandi potenzialità. Invariato il format della proposta, che vede al centro le Pro Loco con piatti tipici, attività ricreative e tradizioni locali, ma modificata l’offerta, con una novità nel regolamento che ha portato una maggiore varietà gastronomica e, in certi casi, anche una ricercatezza culinaria notevole. Il grande afflusso di pubblico in entrambe le giornate di apertura degli stand dimostra che questa tipologia di evento piace e soddisfa la richiesta di divertimento e di degustazione di pietanze locali in un clima informale e “casalingo”. Ma soddisfa anche una curiosità verso gli usi e le tradizioni del Trentino, come ha dimostrato la ressa che ha affollato i giochi del bosco della Pro Loco di Zoreri, o che ha ammirato chi costruiva le sedie in paglia (Pro Loco Sagron Mis) o il funzionamento di una vecchia segheria veneziana (Pro Loco Calavino). Se dobbiamo quindi trovare i punti di forza della nostra festa, questi vanno certamente rintracciati nell’ampiezza dell’offerta gastronomica, con la proposta di ricette che difficilmente si trovano altrove, e nei tanti piccoli scorci sugli usi, i mestieri, i costumi del Trentino. Questi due elementi principali sono stati vincenti per attirare un pubblico proveniente in prevalenza dal Trentino e per incuriosire gli ospiti già presenti in loco, mentre certamente meno numerosi sono stati i turisti da fuori regione intervenuti appositamente per prendere parte all’evento. Possiamo quindi dire che questa manifestazione è certamente validissimo elemento di arricchimento dell’offerta vacanza, ed assolve in questo modo egregiamente alla funzione delegata, anche a livello normativo, al volontariato turistico trentino, il quale è chiamato a “realizzare attività di animazione locale ed iniziative di interesse turistico, ricreativo, sportivo e culturale”.
Se non possiamo quindi ancora parlare di Locus Locorum 

come “motivazione di vacanza” autonoma, è però utile tenere presente questa distinzione, per cogliere le implicazioni che ne risultano. La prima e la più elementare è che per migliorare l’evento è necessario quindi partire dai punti di forza che abbiamo rintracciato, lavorando sulla qualità di quello che si offre più che sull’aggiunta di attrattive diverse da queste. Si può lavorare in questo senso ad esempio rendendo ancora più ampia l’offerta gastronomica, cercando di offrire piatti maggiormente legati ai prodotti del territorio. Un’altra via è forse già stata segnata, visto il successo, di cui abbiamo parlato, delle attività e dimostrazioni proposte dalle Pro Loco, ed è quella di differenziarsi dagli altri eventi puramente enogastronomici potenziando la parte più originale di scoperta delle tradizioni e degli usi del Trentino.
Crescendo all’interno della propria specificità, e diventando punto di riferimento per quella fetta di domanda turistica che, oggi sempre più numerosa, ricerca i valori che vogliamo trasmettere (legame con il territorio, salvaguardia della propria storia e tradizioni, valorizzazione delle eccellenze nostrane, cooperazione e collaborazione tra i soggetti che guardano nella stessa direzione), potremo ottenere quella legittimazione che ci renderà pronti anche a proporci, nel prossimo futuro, come vera attrattiva turistica.

 

Estratto da Centopaesi 2013 n°2




 

 

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