Sagra della Ciuìga - San Lorenzo in Banale

La ciuìga è un salume di origini contadine e affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento; gli anziani del borgo raccontano che fu Palmo Donati, il macellaio del posto, a inventare questo insaccato fatto di poca carne e di tante rape, un salame che dopo l’affumicatura si restringeva assumendo una forma che ricordava una pigna. Nel dialetto locale è proprio col termine ” ciuìga ” che viene chiamata la pigna! Da un passato in cui si produceva un tipo di ciuìga dagli scarti della carne del maiale con aromi e rape tritate, oggi il salume viene prodottto con il 70% di carne suina scelta e solo il 30% di rape.

 

In un periodo di carestia, non potendo disporre di grandi quantitativi di carne per fare la lucanica ( tipico affettato trentino ), gli abitanti di San Lorenzo in Banale ebbero l’idea di aggiungere all’impasto la rapa, ortaggio povero che cresce anche nei paesi di montagna con climi freddi. Al tempo non avrebbero mai pensato che quella salsiccetta, brevettata come ” ciuìga ” per la forma che assumeva una volta affumicata, sarebbe diventata il prodotto che avrebbe fatto conoscere San Lorenzo in Banale in tutta Italia.

 

Negli scorsi decenni, infatti, l’insaccato riceve il riconoscimento di presidio Slow Food, ed il nome di San Lorenzo, associato a quello della ciuìga, comincia ad essere conosciuto tra gli appassionati del settore. La spinta alla valorizzazione del prodotto raggiunge poi il vasto pubblico con l’istituzione, diciotto anni fa, di una sagra dedicata: la Sagra della Ciuìga appunto, che si svolge a San Lorenzo in Banale (San Lorenzo Dorsino, Trento) ogni anno a inizio novembre. La storia di questo prodotto, che da alimento povero diventa leva di promozione del territorio, è stata coronata quest’estate dal riconoscimento di Sagra di Qualità conferito dall’UNPLI, che annovera le migliori sagre d’Italia.

 

La Pro Loco di San Lorenzo in Banale coordina la macchina operativa dell’evento, che coinvolge centinaia di volontari e decine di associazioni, e che ogni anno richiama folle di visitatori da tutta Italia.

 

L’evento dura tre giorni e riempie l’intero paese: vi sono coinvolte infatti tutte le piccole frazioni del borgo, pittoreschi nuclei di antiche case contadine in pietra e legno, le cui cantine vengono eccezionalmente aperte per trasformarsi in laboratori di artigiani, botteghe di prodotti tipici, cucine che servono piatti a base di prodotti locali. La sagra diventa così l’occasione non solo per assaggiare il gusto unico della ciuìga, difficile infatti da trovare fuori dal paese, ma anche per ammirare i tanti prodotti di artisti, artigiani e piccoli coltivatori locali (oltre 60 gli espositori presenti, con prodotti che vanno dai formaggi di montagna al miele, dai cosmetici alle sculture in legno), e di partecipare all’offerta di numerosi appuntamenti culturali collegati.

 

Nei ristoranti si servono menù ad hoc, nei quali la ciuìga diventa il piatto principale, servito con patate lesse e capussi (cavolo-cappuccio) come vuole la tradizione. La sera si accendono le luci, l’atmosfera si riscalda con gli spettacoli di strada, i concerti e le dimostrazioni degli antichi mestieri. La ciuìga è stata anche lo spunto per la creazione di un curioso percorso tra le vie del borgo e le campagne circostanti: il Sentiero della Ciuìga, che ripercorre i luoghi di coltivazione delle rape e permette di visitare l’antico affumicatoio del paese, dove la ciuìga veniva appesa per essere affumicata.

 

Tutte le info sul sito della Pro Loco di San Lorenzo in Banale, www.prolocosanlorenzoinbanale.it

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