Tecnologie, territori e autenticità

10 novembre 2016

 

Il digitale ha portato una grande rivoluzione nel modo in cui le Pro Loco promuovono la loro associzioni e i loro eventi: gli strumenti che il web ci offre sono semplici da utilizzare, gratuiti e veloci, per questo le Pro Loco ne fanno un uso sempre più diffuso. Ma sotto l’apparente semplicità, questi tools hanno in realtà alcune regole base necessarie per ottenere buoni risultati. Vediamo i consigli che ci ha dato in proposito Sergio Cagol, esperto di web marketing.

 

La prima domanda a cui ci si deve rispondere è “Perchè si deve cambiare il modo di comunicare e di promuovere gli eventi?” E la risposta è presto detta: perché il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Ora ci sembra ci siano stati da sempre, ma Facebook esiste da neanche 16 anni, Whatsapp da 8, Instagram da 7…. La tecnologia e i suoi strumenti hanno subito una trasformazione profonda in pochi anni, e quindi, ne consegue che anche noi dobbiamo adattare il nostro modo di comunicare a questa nuova realtà.  Le innovazioni, tra l’altro, non sono solo tecnologiche, ma anche sociali: pensate solo a come abbia rivoluzionato la società l’avvento della sharing economy (il modello economico basato su di un insieme di pratiche di scambio e condivisione di beni o servizi), e quindi l’arrivo di Air B&B, Uber, Bla Bla car, solo per fare qualche esempio.

Nel campo della comunicazione, le innovazioni tecnologiche hanno portato a un cambiamento importantissimo: a partire dal cosiddetto web 2.0, siamo diventati tutti protagonisti della comunicazione, perché siamo tutti creatori di contenuti che vengono scambiati in rete attraverso i social, i blog, i nostri commenti su Tripadvisor, e in molti altri modi. Il modello di comunicazione univoco, in cui, per esempio, una destinazione turistica parla di sé, non funziona più: sono gli utenti che devono parlare di quel luogo, semplicemente perché noi, come utenti, percepiamo questi contenuti come più vicini al vero.

In ambito turistico, il modello consegue a questi grandi cambiamenti è quello del turismo delle esperienze: il turista cerca non solo un territorio ricco di risorse e attrattive in linea con i suoi gusti, ma soprattutto delle esperienze da vivere, autentiche, che lo facciano immergere nella realtà del luogo. La partecipazione e l’autenticità sono concetti chiave, sempre più ricercati dai turisti, e in questo ambito le Pro Loco hanno certamente molte frecce al loro arco. La nuova comunicazione deve “guardare il turista e partire dal territorio”.

Ma come applicare questo assunto nella nostra vita quotidiana di Pro Loco?

 

  1. La prima cosa da fare è assumere una regia: decidere cioè una strategia e pianificare le proprie azioni. Fatto questo, si inizia ad analizzare le proprie peculiarità: è necessario capire quali sono i propri punti di forza e decidere per quale target mi voglio proporre. Non è possibile accontentare tutti, quindi andrà fatta una scelta.
  2. Deciso il mio “core business” (notate che questo è un modello che vale per tutte le taglie: dalla strategia per i mercati esteri di Visit Trentino, alla Sagra della polenta) devo lavorare sui canali. Il primo e più importante canale di comunicazione è il sito: è da qui che faccio partire tutti i miei contenuti, andrà quindi realizzato, se non lo ho, e poi curato e aggiornato con costanza. Ci sono poi i social. Il primo consiglio è quello di tenere pochi canali e usarli bene: averne molti e non adoperarli non farà che danneggiare la nostra immagine. La pagina Facebook, in particolare, deve servire per parlare di contenuti che interessino il mio target e che lo facciano interagire: più che una vetrina di quello che faccio, dovrebbe diventare il punto di ritrovo di una community accomunata da interessi affini.

 

In conclusione, il messaggio è che i nuovi canali di comunicazione trovano la loro massima espressione quando vengono applicati dal basso. E le Pro Loco, che sono i soggetti istituzionali più vicini al territorio, e sono un vero traid d’union tra questo e l’ospite, hanno pertanto moltissime possibilità di lavorare sulla comunicazione e di farlo con successo.

 

Inserito di Centopaesi n. 4 – 2016

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