Vent’anni di Ganzega

01 ottobre 2016

 

Il primo weekend di ottobre si è tenuto uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno trentino, la Ganzega di Mori. Il suo connubio di proposte enogastronomiche di qualità, fascino della storia e ottima organizzazione si rivela, anche dopo vent’anni dalla sua comparsa, un format vincente di Oriana Bosco

La Ganzega di Mori si conferma ogni anno come uno degli appuntamenti più seguiti dell’autunno. L’edizione di quest’anno non ha fatto eccezione e, anzi, in occasione del suo ventesimo compleanno, la Ganzega ha voluto superare sé stessa.  Due giornate, per un totale di 20 ore di festa, di super concentrato: spettacoli, gusti, musica, mostre, mestieri in piazza, laboratori, iniziative; chi va alla Ganzega, viene risucchiato da una marea di proposte irresistibili (quest’anno gli spettacoli di musica e danza erano quasi trenta!).  Tutto contribuisce a far vivere all’ospite un’esperienza davvero unica: i dettagli curati per far risaltare le strutture antiche, gli addobbi con materiali naturali che si trovano ovunque nel paese, le corti aperte e allestite con tavolate rustiche per servire le pietanze delle trattorie, le ricette di una volta, i figuranti in costume, le botteghe degli artigiani, la vecchia scuola… è un insieme di grande forza, che riesce magistralmente nell’intento di raccontarci come si viveva nel periodo di inizio Novecento.

Oltre all’atmosfera, è l’offerta gastronomica uno dei punti di forza della festa: le undici trattorie presenti, tutte splendidamente ambientate nelle vecchie corti del paese, propongono una grandissima scelta di piatti della tradizione. Richiamano alla mente di molti ospiti ricordi d’infanzia i sapori del bro’ brusà e della polenta di patate, serviti a fianco dei grandi classici della cucina casalinga: gli gnocchi di patate, i canederli, l’orzo, lo spiedo, la “polenta e cunel”. Ogni anno, alla già lunga lista di piatti presenti, se ne aggiunge qualcuno, e così anche chi è un habituée può ogni anno provare qualcosa di nuovo. Tra le attrazioni meglio riuscite di questa edizione, c’è sicuramente la corte rurale.  In cerchio nella piazza centrale di Mori, decine figuranti riproducevano i lavori di una volta: il calzolaio, donne che lavavano i panni, chi faceva borse impagliate.  Una tavola imbandita mostrava com’era il desinare di una volta, con la “renga” appesa sopra il tavolo dove gli uomini mangiavano, mentre le donne facevano il burro sbattendo il latte nelle bottiglie.  Grande afflusso di pubblico anche al gran finale, uno spettacolo di musica, luci e fuoco che evocava l’origine della Terra.

 

Oltre a valorizzare storia e usanze locali,la Ganzega si fa anch’essa promotrice della ricerca storica.  Ogni anno,  infatti, in contemporanea con l’evento, esce il volume de Il Campanò, testo che raccoglie corpose testimonianze storiche locali a cura della Pro Loco: un lavoro di ricerca che la Pro Loco custodisce da anni e di cui va molto fiera.

Diversamente dagli anni scorsi, in cui c’era un tema a unire concettualmente la festa, quest’anno il filo conduttore è stata la storia della Ganzega stessa.  Un viaggio nel tempo ma anche una prova di gestione per la Pro Loco, deus ex machina dell’evento, che ha voluto condensare in questa edizione tutto il meglio delle edizioni precedenti. Una prova che ha necessitato di una macchina organizzativa super efficiente e ben rodata, che ha confermato anche quest’anno le grandi capacità della Pro Loco di Mori come organizzatrice di eventi.  Basti pensare che la Pro Loco riesce a muovere e gestire oltre 300 volontari e innumerevoli associazioni ed enti

arrivando a collaborare con la Fondazione Museo Storico del Trentino ed il MUSE.  “Siamo molto soddisfatti di questa edizione. L’affluenza è stata pari allo scorso anno, se non maggiore: siamo intorno alle 30.000 presenze. Tra le cose più apprezzate dagli ospiti c’è stata l’enogastronomia, in particolare i nuovi piatti che abbiamo introdotto quest’anno hanno avuto molto successo”: questo il bilancio a caldo del presidente della Pro Loco di Mori Val di  Gresta, Gino Comper. La tipologia di ospite presente è stata molto varia. Dagli affezionati, ai curiosi provenienti da tutto il Trentino e anche oltre: “Quest’anno sono stati molti gli ospiti da fuori provincia. In particolare, hanno apprezzato la varietà e bontà delle proposte gastronomiche.” Ottimo anche il riscontro di presenze di camperisti: “Per i camperisti avevamo studiato una proposta dedicata, con piazzale attrezzato, degustazioni e visite. Il programma deve essere piaciuto: abbiamo avuto più di 70 camper!” continua Comper.  Il programma dedicato prevedeva gita in bicicletta con visita all’Isola di S.Andrea sul lago di Loppio, rinfresco presso il gazebo e visita alla mostra presso Casearia trentina a Loppio, visita all’agri-campeggio l’Albero delle mele.

La Pro Loco ha anche dovuto fronteggiare un piccolo incidente: un incendio di ridotte dimensioni è scoppiato durante la fiaccolata sul Monte Albano. Il presidente Comper rassicura: “L’evento è stato molto contenuto e gestito prontamente dai Vigili del fuoco.  Ci siamo già mossi per attuare delle misure per far sì che l’incidente non si ripeta in futuro.”

La ricetta della trattoria Alle due colonne

Brobrusa – Rosso Ganzega

Ingredienti e dosi per 4 persone

300 g di fagioli secchi sgranati

3 cucchiai di farina bianca

3 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine

La sera precedente la preparazione (o almeno 5 ore prima), mettere a bagno i fagioli. Versare i fagioli in acqua salata bollente e farli cuocere. A cottura ultimata, conservare la loro acqua. In una pentola da minestra mettere 3 cucchiai d’olio, quando questo  caldo aggiungere la farina e farla rosolare finchŽ diventa un po’ scura (ma non troppo, altrimenti acquisterebbe un sapore amaro). Aggiungere quindi l’acqua conservata dalla cottura dei fagioli e metˆ dei fagioli cotti passandoli prima a setaccio. Controllare che la minestra sia salata a sufficienza, altrimenti aggiungere un po’ di dado vegetale. La minestra deve risultare abbastanza scura e densa.

 

 

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