Diritti civili: come le Pro Loco possono fare la loro parte

20 dicembre 2021

 

Non solo svago, cultura e comunità: oggi vi raccontiamo come le Pro Loco possono avere un ruolo chiave anche nella formazione di cittadini più consapevoli dei loro diritti e doveri civili. 

Lo facciamo facendovi scoprire questa iniziativa promossa dalla Pro Loco di Ala, da sempre sensibile verso tematiche culturali e dei bisogni dei più fragili.

 

intervista a Stefano Gaiga, presidente Pro Loco Ala

 

 

Codice Rosso: il ruolo del pubblico ministero e delle istituzioni nei casi di violenza di genere è stata la serata evento organizzata dalla Pro Loco di Ala il 26 novembre scorso, a margine della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (giovedì 25 novembre). Non è stata fortunatamente l’unica iniziativa delle Pro Loco su questo importante tema, ma abbiamo deciso di approfondire questa in particolare perchè si distingue per un approccio insolito. La serata è stata infatti interamente incentrata sul tema della gestione dell’emergenza della violenza di genere dal punto di vista legale, psicologico e pratico, portando a conoscenza dati, riflessioni di specialisti e buone prassi di intervento. 

 

Ci siamo fatti raccontare tutti i particolari dal presidente della Pro Loco, Stefano Gaiga. 

 

Da dove è nata l’idea di questa serata?

 

L'idea di proporre una serata di sensibilizzazione nei confronti della violenza di genere nasce quasi per caso, dallo stimolo dato dall'amministrazione comunale che ha installato una panchina rossa in Piazza Giovanni XXIII, da sempre il cuore della città di Ala. Nel corso di una riunione del direttivo, si è così cominciato ad accarezzare l'idea di poter organizzare un incontro rivolto alla cittadinanza per potersi documentare e per poter riflettere su un argomento così drammaticamente reale.
Domenico Bazzanella, vicepresidente della Pro Loco di Ala, in qualità di ex maresciallo dell'arma dei Carabinieri, si è mosso con sicurezza nel contattare esperti quali la dott.ssa Maria Colpani, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Trento ed esperta in reati di violenza di genere, il dott. Marco Andolfi, sociologo e criminologo e la dott.ssa Anna Maria Lupi, psicologa, sociologa e criminologa, esperta in clinica della formazione e CTU del Tribunale ordinario di Trento, i quali hanno accolto con grande entusiasmo il nostro invito.


Così il 26 novembre (solo un giorno dopo la data che è stata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne, in ricordo del sacrificio delle sorelle Mirabal) la sala principale del Palazzo Pizzini di Ala è diventata lo sfondo di un incontro, denominato Codice Rosso, che ha visto una platea numerosa (la sala era al completo) attenta e a tratti commossa nell'ascoltare gli interventi degli esperti. Un contributo fondamentale alla riuscita della serata è stato dato dalla moderatrice, la dott.ssa Martina Dei Cas,  da sempre molto interessata e competente in materia. Fondamentale è stato anche il rapporto di collaborazione con l'amministrazione comunale, che ha contribuito sicuramente alla riuscita del progetto.

 

Come è stata la risposta della cittadinanza?

La cittadinanza si è dimostrata assolutamente interessata all'argomento, e i posti sono esauriti diversi giorni prima dell'evento. Alcuni concittadini ci hanno anche suggerito nuovi spunti per organizzare i futuri eventi sul tema. Abbiamo avuto anche il preziosissimo aiuto e sostegno di Radio Ala, che ha trasmesso in streaming l'incontro, in modo da permettere la partecipazione di una platea ancora più vasta.

 

Altri progetti in cantiere per sensibilizzare collettività sul tema?

Questo primo appuntamento ha fatto capire che quello della violenza di genere è sicuramente un argomento molto sentito e quindi non si esclude di farlo diventare un appuntamento annuale.

 

Quale è secondo te il ruolo delle associazioni in questo ambito?

Le associazioni hanno un ruolo fondamentale all'interno delle realtà in cui operano. Il fatto di conoscere bene il territorio e le esigenze di chi lo abita aiuta a proporre iniziative che possano davvero toccare tematiche riguardanti tutte le fasce sociali. Così, accanto ad iniziative più "leggere" e festose, è giusto che le associazioni permettano di approfondire tematiche delicate e talvolta spinose quali quelle legate alla violenza di genere.

 

E voi, quante donne avete nel direttivo della Pro Loco?

 

Nel direttivo della Pro Loco di Ala ci sono 3 donne: sono tutte mamme e lavoratrici (due operano nell'ambito educativo in qualità di insegnanti e una lavora nella pubblica amministrazione). Ci rendiamo conto che talvolta per loro sia dura conciliare i loro impegni, ma, ci dice per tutte Arianna, “la soddisfazione che ci dà fare volontariato, ci ripaga ampiamente di tutta la fatica che richiede”. 

 

Alla serata è intervenuta anche la consigliera della Federazione Pro Loco Claudia Lenarduzzi, che commenta: “Credo che il percorso che ha portato la Pro Loco a realizzare questa serata sia un ottimo esempio di come gli attori della società civile e delle istituzioni p ossano lavorare assieme in modo proficuo su temi di grande rilevanza qual è l’eliminazione della violenza sulle donne. Esempi come questo mostrano come attraverso le Pro Loco sia possibile, attraverso piccoli ma importanti passi, innescare un cambiamento culturale lento ma profondo.”

 

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