La festa di Sant'Antonio a Mavignola

21 luglio 2020

da Centopaesi 1 2020 Carmen Caola, Pro Loco G.S Mavignola

 

Saranno 12 e forse 13 le stalle che il parroco Don Romeo Zuin come tutti gli anni ha benedetto mercoledì 15 gennaio in occasione della ricorrenza di S. Antonio Abate, una festa patronale molto sentita nel piccolo borgo alpino di S. Antonio di Mavignola dove l’allevamento rappresenta ancora un settore d’eccellenza del territorio grazie anche alle pluripremiate giovenche di razza Rendena.

 

La festa del patrono di S. Antonio di Mavignola è una tradizione che si rinnova e richiama ogni anno un folto pubblico, fedele custode del cuore contadino del paese; ma è anche un’occasione per molti valligiani per partecipare ad un rito e ad una festa fortemente connaturati all’identità locale e proprio per questo densi di suggestioni e significati. La giornata di giovedì 16 gennaio è stata dedicata alla preghiera, con l’esposizione del Santo nella Chiesa Parrocchiale, mentre venerdì 17 si è entrati nel vivo dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Il momento centrale della giornata è stata come sempre la processione, che ha visto la statua del Santo portata a braccia dai parrocchiani farsi largo tra la folla, con in testa il parroco, i chierici e il caratteristico pastorello, simbolo delle realtà contadine, ed a seguire la Banda Comunale di Pinzolo, gli Alpini e la Banda comunale di Pinzolo. Nella piazzetta del Punto Info del Parco Naturale Adamello Brenta gli animali delle stalle erano posti in bella mostra per la benedizione e per la gioia dei più piccoli.

 

Il tradizionale “Canto del Miracolo di S. Antonio” ha concluso le cerimonie religiose per lasciare spazio alla fattoria didattica con la presentazione delle attività casearie. Nel pomeriggio è stato particolarmente interessante assistere alla presentazione del lavoro editoriale del giovane studioso giudicariese Michele Bella dal titolo “Acta Montium –le malghe delle Giudicarie”, una sorta di Enciclopedia Treccani del mondo storico della zootecnia d’alta quota nelle Giudicarie: un mondo che ancora oggi vede 563 malghe collocate sulla superficie di 1.176,51 km² dal Lago d’Idro a Madonna di Campiglio e dal Lago di Molveno fino alle porte del Lago di Garda. Un appuntamento di qualità seguito anche dall’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, oltre che dal sindaco e il vicesindaco del comune di Pinzolo, Michele Cereghini e Albert Ballardini, e presidente dell’Azienda per il Turismo Campiglio Tullio Serafini e molti appassionati di cultura di montagna. Una occasione preziosa per molti residenti per riscoprire insediamenti montani ristrutturati ed ancora in uso e vestigia di manufatti abbandonati o decaduti. La sera spazio alla musica con l’intrattenimento piro-musicale con lo spettacolo “Notte d’incanto” ed a seguire Nicolò Turri e la sua band “Los Locos Armando’s” party.

 

Soddisfatti e gratificati i volontari della Pro Loco GS. Mavignola, coordinati dall’attivo Consiglio direttivo, che ogni anno si prodigano con entusiasmo nei preparativi ed ai quali va rivolto un ringraziamento per il prodigarsi nell’allestimento della festa, un rituale che ogni anno si rinnova. Il perpetuarsi di una tradizione che conserva a S. Antonio di Mavignola una piccola enclave contadina tra due mondi (Pinzolo e Madonna di Campiglio) immersi tout court nel vortice del business turistico.

 

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