Una miniera di esperienze e emozioni

16 ottobre 2020

Gestire le emozioni all'interno di un gruppo per creare una squadra che possa puntare in ogni circostanza sulle potenzialità di tutti.

 

A Darzo nelle ultime settimane il giovane direttivo della Pro Loco di Darzo ha organizzato in collaborazione con le formatrici di CARE Experience Yourself, l'operatrive olistica Vanessa Micalizzi e l'associazione Miniere di Darzo, il progetto "DYNAMITE - Esplodi le tue emozioni", un campus esperienziale alla scoperta di sé e delle proprie emozioni finanziato da Piano Giovani Valle del Chiese.

 

Al progetto hanno partecipato una ventina di ragazzi dai 14 ai 30 anni, che nell’arco di due giornate hanno affrontato i temi della consapevolezza, della gestione e della direzione dell’intelligenza emotiva, spaziando tra riconoscere le proprie emozioni attraverso il linguaggio del corpo, come affrontare le sfide ed opportunità gestendo l’ansia con la propria intelligenza emotiva, come individuare e mantenere attiva la connessione tra ciò che siamo e ciò che facciamo, fino alle tecniche e pratiche di ascolto profondo e di attivazione progressiva verso la strada della propositività. Tutto questo inserito in una grande metafora con la vita del minatore di Marigole, una figura importante nella cultura e nel territorio di Darzo.

 

 

 

Martina Beltrami, consigliera della Pro Loco di Darzo, ci ha raccontato le origini di questo progetto:

Il Piano Giovani della Valle del Chiese aveva un bando di finanziamento destinato a progetti rivolti ai giovani e come Pro Loco abbiamo subito colto questa opportunità: avevamo bisogno di rafforzare il nostro gruppo che negli ultimi tre anni ha visto tanti nuovi ingressi e, insieme alle formatrici di CARE Experience Yourself, abbiamo strutturato un progetto sulla gestione delle emozioni all'interno di un gruppo. Così è nato Dynamite - Esplodi le tue emozioni”.

 

 

Come avete trattato il tema dell’intelligenza emotiva?

Le formatrici che ci hanno seguito operano secondo i principi di Six Seconds che è un'organizzazione internazionale che ha studiato l’intelligenza emotiva. Quindi il percorso è partito da come prendere consapevolezza delle proprie emozioni, come poi gestirle e come poi riuscire a darci una direzione, anche in linea rispetto alle esigenze del gruppo in cui si lavora.

 

 

Ospitati dalle Miniere di Darzo, avete anche analizzato le similitudini con la figura del minatore.

Sì, abbiamo provato a paragonare la figura del volontario a quella del minatore e nelle gallerie di Marigole abbiamo sperimentato l’ascolto del sé, delle nostre emozioni e del nostro corpo nell’ambiente circostante, le reazioni corporee in condizioni di difficoltà come il buio, la solitudine e l’allerta.

 

 

I partecipanti si portano a casa qualcosa di più che un ambiente più

Scegliere di fare il minatore a Darzo voleva anche dire fare del bene per la propria comunità e quindi non emigrare, restare in paese e svilupparne l’economia. 

Verso la fine dell’Ottocento infatti a Darzo fu trovata la Barite, una pietra bianca utilizzata prevalentemente nell’industria delle vernici che per tutto il Novecento e fino al 2009, consentì a uomini e donne del paese e dei centri vicini di lavorare. La figura professionale più nota era appunto il minatore, ma centinaia di operai e operaie furono impiegati nella lavorazione del minerale negli stabilimenti sorti a fondovalle e l’industria favorì la creazione di un importante indotto artigianale nei settori dei trasporti, della carpenteria e nei servizi alle imprese.

Anche noi come volontari ci troviamo spesso di fronte a delle sfide e delle scelte che noi, come i minatori, possiamo e dobbiamo fare nei confronti della nostra comunità.

 

 

 

 

 

I partecipanti si portano a casa qualcosa di più che un ambiente più sereno e partecipativo in Pro Loco.

Esatto, sono cose che possono essere molto valide anche fuori dalla Pro Loco. Siamo partiti dal presupposto che il gruppo è fatto da singole persone e che l’esperienza dovesse riflettersi ovviamente anche nella vita personale.

In più ci piacerebbe condividere questa esperienza anche con la nostra comunità. Il progetto infatti non è ancora concluso, tra ottobre e novembre organizzeremo altri due incontri e poi un evento di restituzione alla Comunità che vorremmo fare a dicembre in concomitanza con la festa di Santa Barbara, la protettrice dei minatori.

 

 

Questa capacità di gestire le proprie emozioni in modo strategico che i ragazzi della Pro Loco di Darzo hanno esercitato nelle tre giornate, ha un ruolo sempre più importante nella società contemporanea

 

La capacità di decifrare i propri sentimenti e quelli degli altri, ma anche la capacità di saper gestire le emozioni in modo efficace, è dunque ormai imprescindibile per raggiungere il successo lavorativo, oltre a quello personale. Perché essere padroni della propria intelligenza emotiva significa avere grande capacità di adattamento alle situazioni più diverse e ottime doti di intuito verso persone e idee.

Significa saper conoscere e controllare se stessi, e al tempo stesso comprendere, interagire e coinvolgere gli altri in modo efficace e costruttivo.

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