Gli uomini delle immagini

Da una piccola e isolata valle del Trentino, a piedi verso le maggiori città d’Europa, l’Asia, l’America e fino all’Australia, con pochi soldi in tasca e nessun bagaglio se non una cassetta piena di stampe. E’ il viaggio degli ambulanti tesini, detti i “perteganti”( un’espressione comune nel dialetto locale che si richiama intuitivamente alle pèrteghe, ossia le gambe, il mezzo di locomozione principale dei venditori tesini e al pèrtego ossia il bastone con cui accompagnavano il loro camminare) , che a partire dal 1600 lasciano i loro paesi di montagna e il loro mestiere di pastori per avventurarsi in tutto il mondo.

 

Sono ragazzi e uomini, partono quando hanno 13 anni, in piccoli gruppi, negli anni il loro numero cresce, fino a che nell’Ottocento quasi ogni famiglia del Tesino aveva un ambulante; arrivano a specializzarsi nella vendita di stampe un po’ per caso, seguendo le richieste del mercato e la loro naturale predisposizione fisica, oltre che grazie alle loro conoscenze geografiche maturate girando con le greggi. Hanno anche un’altra caratteristica importante: hanno studiato, perché sotto l’impero asburgico cui appartenevano l’istruzione elementare era obbligatoria, sanno scrivere e fare di conto. Sono quindi perfetti per incamminarsi per le vie dell’Europa e raggiungere in modo capillare le campagne, dove la loro merce trova nei contadini gli acquirenti più numerosi.

 

La loro è una storia affascinante, che ha valicato i secoli, attraversato le alpi, persino gli oceani, ed ha superato distanze di migliaia di chilometri, legata da un filo conduttore: portare in giro per il mondo immagini stampate, piccoli oggetti che, a poco prezzo, aprivano la fantasia di chi le acquistava. Si tratta di un patrimonio di soggetti popolari, pensati per persone modeste, che però esprimono nella loro semplicità i sogni di uno sguardo curioso, desideroso di sapere e di avere qualcosa di “bello” da ammirare tra le fatiche di una vita di lavoro: scene moraleggianti, soggetti religiosi, calendari, almanacchi, vedute di paesi lontani e palazzi meravigliosi.

 

Questi uomini fanno circolare non solo immagini ma anche idee, per questo sono tenuti d’occhio dall’autorità, che richiede loro di entrare in possesso di una licenza: i Tesini, grazie alle loro lotte, saranno tra i pochi in tutto l’Impero ad ottenere la concessione di esercitare il commercio girovago, che prevedeva, tra gli altri requisiti, il fatto di essere lontani da prese di posizione politiche, incensurati ed anche di bell’aspetto.

 

 

Nei secoli la loro attività si evolve e a fine Settecento molti di questi venditori ambulanti riescono a fare fortuna e a trasformare i loro commerci in botteghe stabili, con sede nelle maggiori città europee e non solo: Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Mosca e San Pietroburgo. Alcuni decidono di diventare essi stessi editori, stampando opere raffinate vendute ad un pubblico borghese esigente e colto. L’intraprendenza ed intelligenza di molti di questi venditori li porterà, a metà Ottocento, a capire che il mondo stava cambiando e che la fotografia avrebbe soppiantato la stampa: essi si attrezzano e diventano ottici, con negozi specializzati in ottica e fotografia in Italia e all’estero.

 

Il legame con la loro valle, però, nelle diverse generazioni di perteganti non è mai venuto meno. Da stagionali, i viaggi che li portavano lontani da casa durano anche diversi anni, ma essi non rinunciano mai a tornare in patria, anche quando hanno stabilito le loro botteghe in paesi lontani, o a mandare soldi alle famiglie rimaste in paese. Gli sconvolgimenti della prima Guerra Mondiale danno loro la spinta per lasciare il loro mestiere e tornare in valle, dove ritrovano una comunità che, anche se di riflesso, ha tratto molto giovamento dalla loro epopea durata oltre tre secoli. In Tesino infatti si è creata una piccola società cosmopolita, dove si parla comunemente il tedesco, il polacco, il francese e molti altri dialetti, come dicono i cronisti dell’epoca, benestante, ricca di idee e stimoli provenienti da tutto il mondo, che qui arrivano prima che nel resto del Trentino. Ne rimane testimonianza nei bei palazzi signorili, dimore delle famiglie di ambulanti più importanti; nei meravigliosi costumi tipici delle donne tesine, impreziositi di pietre e stoffe pregiate provenienti da tutta Europa; ne restata traccia nell’associazionismo, a Pieve Tesino, infatti, nel 1881 viene fondata la prima Pro Loco d’Italia, prendendo spunto da modelli d’oltralpe.

 

Oggi, oltre a queste cose, a mantenere viva questa tradizione ci pensa il Museo Per Via, luogo di esposizione ma anche di ricerca che custodisce la storia degli ambulanti e collezioni di stampe da tutto il mondo.

categorie di questo articolo:

- Patrimonio immateriale