Il nostro personaggio di oggi è... Graziella!

01 dicembre 2020

Mi chiamo Graziella, vivo da sei anni sugli Altipiani Cimbri e sono la Segretaria della Pro Loco Nosellari-Oltresommo.

Ho imparato in questi anni a gustare la bellezza di questa terra trentina e ogni giorno rinnovo dentro di me il desiderio di farne partecipe tutti coloro che, pur guardando, non sanno vedere. Percepisco che si aprono continuamente intorno a me scenari meravigliosi e grandi opportunità da cogliere al volo, che mi caricano di adrenalina e di una gran voglia di fare.

 

Il mio modo di essere e di pormi nei confronti degli altri diventa spesso contagioso, così capita che le persone che si impegnano in qualche attività che propongo, si mettano all’opera grazie all’empatia che si stabilisce tra noi, per poi far seguire i fatti concreti.

 

Il ruolo di “segretario”, non è facile in quanto debbo dare traduzione pratica a tutti quegli adempimenti previsti dalle norme che via via ci piovono addosso. Ciò potrebbe apparire “noioso”, ed, in effetti, a volte, mi sento un po’ la burocrate della Pro Loco, ma anche in questo ruolo riesco a trovare il bello. Il bello, appunto, consiste nel cogliere l’efficacia di ciò che la norma vuol produrre, e che ritengo, sia sempre il miglioramento della vita dell’associazione.

Ciò mi pone continuamente in discussione, ma in modo giocoso e gioioso. Penso che ogni cosa, ogni accadimento vada preso con la dovuta “leggerezza”, in quanto ciò, pur non impedendo di vedere i lati problematici di ogni questione, nemmeno deve condizionare il rapporto con il mondo.

 

Posso fare un esempio della mia caparbietà e della mia determinazione attraverso un’iniziativa, che nel tempo si è rivelata vincente. Parlo della ripresa della coltivazione del porro, un umile ortaggio, che un tempo veniva coltivato da tutti gli abitanti di Nosellari, la piccolissima frazione di Folgaria.

Il progetto non è stato accolto da subito con grande entusiasmo dai membri della Pro Loco, che amavano anche scherzare sulle sue probabilità di riuscita. Nell’arco, però, di tre anni il porro coltivato a Nosellari si è affermato come “Il Porro di Nosellari”, eccellenza del territorio e richiesto da ristoratori ed albergatori e ha generato una locale “Festa del Porro di Nosellari”, di grande richiamo ed ha acceso i riflettori sull’agricoltura di montagna.

Dietro a questo progetto si possono intravedere importanti finalità a lungo termine che, a prescindere dalla dimensione economica derivata dalla coltivazione del porro in sé, parlano di un turismo sostenibile, di un turismo green e slow. Un turismo che, attraverso l’agricoltura di montagna, valorizza le persone residenti nel nostro territorio, facendole sentire protagoniste degli avvenimenti che accadono: è la volontà e la visione di pensare per gli Altipiani Cimbri ad un turismo diverso che sia rispettoso dell’ambiente e rigenerativo per gli ospiti, fondato essenzialmente su quei valori immateriali di cui, in montagna, siamo particolarmente ricchi.

 

Per tutto ciò mi definisco un po’ “rivoluzionaria”: dove ci sono io non c’è mai molta quiete e ordine, perché spesso vado “contro corrente”. Questa si è rivelata una strategia utile per non abbassare mai la guardia e riuscire a mettersi in gioco attraverso nuove idee e nuove iniziative al servizio della Comunità.

 

Da tutti sono descritta come infaticabile: questo è un tratto del mio essere, ma anche il frutto di un esercizio di volontà nel perseguire gli obiettivi che mi pongo innanzi. Diventa anche un messaggio per chi mi sta intorno. Sono per il “bicchiere mezzo pieno”, che infonde la carica necessaria verso ciò che si vuol raggiungere, anche quando tempi e circostanze sembrano proprio remarti contro.

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