La leggenda della Dama Bianca

05 agosto 2021

 

Tra le leggende legate alla Valsugana, quella della “Dama Bianca” che abita il castello di Pergine è la più conosciuta. Ce l’ha raccontata la Pro Loco di Pergine che, in collaborazione con Valsugana Vacanze, il Comune di Pergine e Cassa Alta Valsugana, ha realizzato un corto animato che racconta la leggenda.

 

Secondo la leggenda, una bellissima donna, da centinaia di anni, vivrebbe intrappolata nelle mura antiche del castello. È diventata ormai una figura proverbiale per gli abitanti della cittadina valsuganotta. Si narra che, nel periodo medievale, il villaggio di Pergine fosse sotto il dominio di un Capitano tirannico e violento, che portò alla miseria il piccolo borgo valsuganotto: era infatti insaziabile la sua fame di potere. 

 

Questo temuto Capitano aveva come moglie una bellissima donna dai capelli dorati, legati in una lunga treccia, con una pelle bianca come un’orchidea appena còlta, occhi profondi da cui trasparivano la sua bellezza e umanità. 

 

Il Capitano era solito trattare tutti quelli che lo circondavano in maniera rude e persino violenta. Anche la sua dolce e bella moglie non sfuggiva a questi frequenti trattamenti brutali. Il capitano le impediva di fare qualsiasi cosa, anche una semplice passeggiata al di fuori dalle mura del castello: solo una volta al mese le permetteva di fare un giro insieme alla sua dama di compagnia e con gli armigeri nel cortile del castello, prigioniera di quelle mura che aveva imparato ad odiare.

 

La signora del castello diventava sempre più malinconica e solitaria. Originaria di un paesino del Veneto, la moglie del Capitano era però uno spirito libero che amava dipingere e stare all’aria aperta in contatto con la natura. Ma tutto questo le veniva impedito da quel malvagio consorte.

 

I soprusi che subiva in continuazione da suo marito erano tali che la riempivano di un nero desiderio di morte. Provava l’inconfessabile anelito a liberarsi di quella vita negata

 

Decise dunque di compiere il gesto estremo. Una sera di luna piena, mentre il marito era al cospetto dei signori di Padova, aiutata dalla sua damigella, si preparò per quel terribile passo che per lei rappresentava l’unica scelta di libertà. La dama vestiva un vestito di seta bianca che riluceva alla luce lunare. Si sciolse la treccia lunga con un gesto pieno di audacia, si affacciò alla finestra della sala da pranzo e si lanciò nel vuoto.

 

 

 

Sono passati tanti anni dal fatidico gesto di disperazione di una donna che voleva solo la libertà. 

 

Ancora oggi, nelle notti di luna piena, alle finestre e nei saloni del castello di Pergine si può scorgere l'ombra fugace di una bellissima donna vestita di bianco, con dei lunghi capelli sciolti; una voce soave e spezzata dal pianto canta una canzone dolce che inneggia con malinconia alla libertà. 

 

Questa storia è viva e presente nel cuore dei perginesi: c’è chi dice che è solo una leggenda, un racconto per impressionare i bambini. Altri invece credono fermamente nella Dama Bianca e nel disperato amore per la libertà: sono gli stessi che affermano di aver visto brillare il bianco delle sue vesti e di aver sentito il flebile suono del suo canto.


 

In occasione delle Feste Medievali di Pergine, si potrà fare una visita speciale all’affascinante castello il giorno 7 agosto, fra dimostrazioni di falconeria, ricostruzioni di assedi e musica. Chissà, potreste anche notare lo spirito della Dama Bianca che si aggira alle finestre e nei saloni del castello!

 

 

 

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- Patrimonio immateriale

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