Il fantasma del castellano geloso

29 luglio 2021

 

Oggi siamo andati a Spormaggiore, per scoprire una leggenda legata ai vecchi proprietari di Castel Belfòrt, un castello ormai in rovina, ma ancora ricco di fascino e suggestione

 

“Non avvicinatevi mai, in una notte di tempesta, alle rovine del castello di Belfòrt!

Potreste imbattervi nello spirito impazzito di un vecchio castellano, che s’aggira inquieto tra i ruderi del maniero. È tutto vestito di nero, con una lunga sciabola che luccica al suo fianco; il volto pallido è incorniciato da una folta barba incolta... insomma, se vi si para davanti all’improvviso, magari dopo un forte tuono, potrebbe pigliarvi un colpo e maledireste per tutta la vita la vostra imprudenza! Tuttavia, se avete coraggio da vendere, provate a seguirlo nel suo girovagare: lo vedrete sollevare sassi e guardarvi sotto; scrutare attento nel folto degli alberi che si sono ormai impossessati d’ogni angolo verde del maniero; scavare qui e là, aiutandosi con la punta della spada…Pover’uomo: spera di trovare, finalmente, la prova dell’infedeltà della sua giovane sposa, che uccise un tempo lontano dopo una folle scenata di gelosia. Non sa ancora, quel fantasma disgraziato, che la bella moglie non lo aveva mai tradito e che quindi la sua morte innocente lo perseguiterà sino alla fine dei tempi!”

 

Questo è il racconto della Pro Loco di Spormaggiore, riferito ad una leggenda legata a Castel Belfort, un maniero che sorge poco sopra l’abitato di Spormaggiore. La sua costruzione risale al 1311 e nel corso del tempo si sono susseguiti vari proprietari, fra cui la famiglia Reifer, che lasciò un segno nella cultura popolare. Ecco la storia, fra realtà e fantasia.

 

"Il 1° maggio 1460 Cristoforo Reifer, dinasta di Belfort, sposò la diciannovenne Orsola Künigl di Ehrenburg. Cristoforo, già due volte vedovo, aveva allora superato i cinquant’anni e, in passato, aveva dato segni di squilibrio mentale. Questi segni si manifestarono pochi mesi dopo il matrimonio in modo così palese che la povera Orsola, maltrattata e quasi strangolata dal marito in un attacco di follia, chiese aiuto ai suoi familiari per essere liberata e, infine, dopo un regolare processo, sciolta dal vincolo matrimoniale. Cristoforo era ossessionato dal dubbio che la moglie lo tradisse e che tutti, moglie e servitori di comune accordo, cercassero di avvelenarlo.

Ancora oggi si narra di un vecchio castellano che si aggira, inquieto, tra le rovine del castello, tutto vestito di nero e armato di una spada luccicante. Per la gente del posto l’anima di Cristoforo è rimasta intrappolata tra i ruderi del castello e, come nel poema dantesco, per contrappasso è destinata a cercare, invano, le prove del tradimento di sua moglie Orsola.

La leggenda racconta come una sera un viandante, sorpreso dal maltempo mentre passava di lì ed entrato nel castello per cercare un riparo dal temporale, si imbatté nel fantasma del feroce cavaliere che lo rincorse chiedendo a lui le prove dell’infedeltà della moglie."

 

 

Informazioni

 

Il Castel Belfòrt è sempre aperto e visitabile gratuitamente.

 

categorie di questo articolo:

- Patrimonio immateriale

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