Una tradizione che resiste: I cantori della stella

14 dicembre 2020

                                                                                                                                                             Foto Pillow Lab | Piana Rotaliana

 

"Una bambina di 5 anni, per la prima volta indossa un mantello pesante fermato con un fiocco all’altezza delle spalle e una corona di cartoncino ondulato oro che cinge la sua testa. E’ una giornata fredda di fine dicembre e assieme ad un gruppo di giovanissimi accompagnati da degli adulti segue una stella in legno tutta rivestita di oro ed argento, che attraverso una manovella gira come se fosse un girasole.

 

L’occasione è speciale: nei giorni seguenti al Santo Natale, nella Chiesa di San Vigilio, il duomo di Trento, accorrono ogni anno alcune centinaia di cantori della stella dalle valli più remote del territorio provinciale per ricevere il mandato di cantori della Stella da parte del Vescovo.

Il loro compito sarà quello di portare in ogni casa la lieta novella: la nascita del Redentore

La bambina varca orgogliosa la porta del Duomo e la cerimonia inizia con il Vescovo che saluta e accoglie i cantori. La bambina si guarda attorno felice e pensa come è importante questa tradizione se tutte quelle persone, facenti parte di una grande comunità, sono lì per onorarla."

 

Attraverso gli occhi di una giovane figurante scopriamo una tradizione secolare, che resiste ancora oggi in alcuni angoli del nostro territorio: la Canta della Stella. 

Questa tradizione natalizia ha origine nel 1600 in Germania, ispirata dalla presenza delle reliquie dei 3 magi nel Duomo di Colonia. Si afferma che i tre Re Magi rappresentino i 3 continenti più importanti a quel tempo: Asia, Africa e Europa. Il rito prevede che nel periodo antecedente all’Epifania un gruppo di persone, travestite e truccate da Re Magi sfila attraverso le vie portando oro, incenso e mirra e cantando litanie di Natale. Gli Sternsinger annunciano così la nascita di Gesù a tutti gli abitanti. Al passaggio uno dei cantori segna sulla porta la data in cui la casa è stata visitata e quindi benedetta dai tre magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. La tradizione si diffonde ben presto nella protestante Europa del Nord e nella Mittel Europa: oggi la troviamo soprattutto in Germania, Austria, Svizzera e in alcuni paesi del Friuli Venezia Giulia e appunto del Trentino Alto Adige. 

I cantori della stella sono presenti in varie località del Trentino e rievocano ogni anno questa tradizione secolare. La rievocazione si svolge in molte valli: dalla Val di Non alla Val dei Mocheni, dalla Val di Fiemme alla Val di Cembra

In alcuni di questi territori è molto sentita, in particolare a Palù, a Fierozzo, a Faedo.

Nei paesi di Palù e Fierozzo, per esempio, la Stella - in dialetto Stela - fissata in cima ad un lungo bastone viene trasportata da un gruppo di cantori, tra cui vi sono i coscritti dell’anno per ogni maso e capitello del paese. Il percorso cambia a seconda della giornata e riunisce tutta la comunità. Durante il tragitto i cantori intonano dei tradizionali canti epifanici, in italiano o in latino. A Faedo, la discesa dei Magi da uno dei masi più alti del paese è accompagnata da canti centenari, intonati da tutta la popolazione: l'entrata in paese del corteo è scaldata da centinaia di persone accorse apposta per assistere al rito. In alcuni paesi, i gruppi di Cantori si recano in Duomo, a Trento, per accogliere la novella: è quello che è accaduto alla bimba della nostra storia. Dopo la cerimonia in Duomo si ritorna al proprio paese per portare la lieta novella nelle case, intonando canti natalizi. 

 

"La bambina ha imparato a memoria la canzone natalizia e così, accolta nella prima casa, inizia con la prima strofa:

 “Noi siamo i tre re dell’Oriente, che abbiam visto la gran stella, la qual porta novella, la novella del Signor”

Tornata a casa soddisfatta, ripone il vestito nell’armadio, pronto per l’anno successivo, perché una tradizione per essere vissuta deve essere portata avanti anno per anno dalle generazioni che si susseguono."

(Angela Dalpiaz)


 

Fonti:

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- Patrimonio immateriale

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