Uno sguardo diverso sulla questione di genere

08 marzo 2021

Molto spesso riduciamo a questione di genere un tema molto più ampio, che ha a che fare con stereotipi poco utili e spesso fuorvianti. E se usassimo la ricchezza data dalla diversità di genere per avere leader e Pro Loco migliori?

 

Non sappiamo quante donne e quanti uomini siano operativi dentro le Pro Loco, sappiamo solo che il 30% dei presidenti è donna. Sono tante o sono poche? Non sappiamo nemmeno questo, ma quali sono le differenze di genere nella conduzione di un’associazione? 

 

Partiamo da uno stereotipo ben fissato nella nostra cultura, ovvero che le donne siano destinate alla cura, alle relazioni e gli uomini alla presa di decisioni e quindi all’esercizio del potere. Noi pensiamo che alle persone che stanno in Pro Loco questo pregiudizio possa stare stretto

 

Chi sta in Pro Loco si deve occupare, maschio o femmina che sia, di cura delle persone e del territorio, di relazioni con gli altri: se non avesse queste capacità non potrebbe né gestire i volontari né avere il consenso delle comunità per fare quello che fa. 

 

Ancora, chi sta in Pro Loco, è sempre costretto, ad un certo punto, a prendere delle decisioni o a dire dei no, in qualche modo ad assumersi il ruolo istituzionale. Chi riveste il ruolo del o della presidente sa di non poter rinunciare né all’una né all’altra dimensione perché altrimenti cadrebbe nell’autoritarismo o, all’opposto, nell’immobilismo. Non si tratta quindi di trovare l’equilibrio ideale tra le due dimensioni ma di esercitare mix unici e originali di codice “materno” e “paterno” per riuscire ad affrontare le sfide del presente e del futuro. Ci sono gruppi che richiedono una guida più autoritaria vecchio stile, un pater familiae, e ci sono gruppi che hanno bisogno di leadership più distribuite, dove il potere non può essere centralizzato ma deve essere condiviso di volta in volta con chi è in grado di gestirlo. 

 

Pertanto, l'approccio migliore che possiamo avere è scegliere e sapere valutare le potenzialità dei differenti modi di essere leader, come soggetto che pone dei limiti quando servono ma anche come soggetto che crea condizioni per lo sviluppo di nuove forme di vita, diverse, divergenti, non banali.

 

La sfida è importante, si tratta di un cambiamento che potrebbe non essere alla portata di molti. Certo, se saranno sempre le donne a doversi occupare di casa, figli, genitori anziani, magari mentre lavorano, sarà difficile che rimanga loro tempo da dedicare allo spazio pubblico e al destino delle comunità. La questione di genere riguarda almeno due modi di essere, quello maschile e femminile, che devono essere ridiscussi entrambi perché la presenza delle donne nelle Pro Loco possa trovare nuove forme e, forse, nuovi numeri.

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- Impegno sociale

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