Cosa è un dialetto (in parole semplici)

31 luglio 2020

La parola “dialetto” per la scienza ha tre definizioni completamente differenti se in senso linguistico, genealogico o sociolinguistico. Vediamo i tre diversi punti di vista. (Da Patrimoni linguistici di Michele Ghilardelli)

 

Dialetto in senso linguistico

Secondo la linguistica internazionale, un dialetto è semplicemente la varietà di una lingua e per distinguere una lingua da un dialetto fornisce tre parametri:

  1. Se i due parlanti si capiscono tra loro quando parlano, siamo sicuramente di fronte a due dialetti della medesima lingua (comprensione reciproca)
  2. Se più dell’80% delle parole di uso comune impiegate dai due parlanti sono le stesse anche se pronunciate in modo differente, i due idiomi sono dialetti della stessa lingua (lessico di base in comune)
  3. Se i due parlanti utilizzano le stesse regole grammaticali per esprimersi, parlano due dialetti della stessa lingua (Morfologia e sintassi omogenee)

Possiamo immaginare la lingua rappresentata dall’azzurro, all’interno del quale troviamo diverse gradazioni tendenti ad altri colori. Allo stesso modo i dialetti si possono definire come gradazioni diverse della medesima lingua.

 

 

Dialetto in senso genealogico

Dal punto di vista genealogico, un dialetto è una varietà linguistica originata da una lingua antecedente. Quindi, è in un certo senso il “figlio” di una lingua “madre” dalla quale deriva.

Per esempio, l’italiano, il francese e lo spagnolo sono considerabili dei dialetti latini, in quanto derivano tutti dalla lingua “madre” latina. 

 

 

Dialetto in senso sociolinguistico

Anche in questo caso, la sociolinguistica (la scienza che studia gli aspetti sociali del linguaggio) ha trovato dei fattori determinanti che differenziano i dialetti dalle lingue. Tra questi il fatto di essere diffuso in un’area geografica poco estesa, in contesti sociali informali, come ad esempio in famiglia o con gli amici ed essere percepito dalla popolazione come un idioma rozzo, parlato dalle persone povere e poco istruite.

 

 

Date queste 3 definizioni, quando possiamo dire che un dialetto “diventa” lingua?

Se un idioma ha regole grammaticali proprie, un vocabolario di uso quotidiano tipico e non è  facilmente comprensibile per chi non lo conosce, significa che è una lingua. Altrimenti è un dialetto di una lingua.” (Da Patrimoni linguistici di Michele Ghilardelli)

 

 

La diatriba sulla definizione di lingua e dialetto rimane comunque lunga e tortuosa.

Anche in Italia è diventata particolarmente complicata a causa della diversità delle lingue locali, alcune delle quali hanno una lunga tradizione letteraria o politica. Il governo italiano ha conferito ufficialmente al sardo, al friulano e al ladino il titolo di lingue, mentre l'UNESCO riconosce anche il napoletano e il siciliano.

Nonostante non siano lingue, i dialetti continuano ad essere utilizzati. Nel 2015 uno studio di Istat stima che il 45,9% della popolazione di sei anni e più (circa 26 milioni e 300mila individui) si esprima prevalentemente in italiano in famiglia e il 32,2% sia in italiano sia in dialetto. Soltanto il 14% (8 milioni 69mila persone) usa, invece, prevalentemente il dialetto

 

 

Dal 2013 è stata istituita il 17 gennaio la Giornata nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle lingue locali e dei dialetti, una delle espressioni del nostro patrimonio immateriale che viene custodita e valorizzata proprio dalle Pro Loco

 

Nata per mettere in luce questo importante contributo dato dalle Pro Loco alla preservazione di questo patrimonio, che se non adeguatamente riconosciuto e conservato rischia di essere dimenticato, ogni anno diventa l’occasione per le Pro Loco di organizzare innumerevoli attività in tutta Italia: dalla raccolta di libri in e sui dialetti, alle testimonianze video ed audio, fino a convegni, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia e molto altro.  

 

Dall’istituzione di questa giornata è poi nato il Premio Nazionale “Salva la tua Lingua Locale, che ogni anno raduna opere dialettali da tutta Italia.

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