Vi presentiamo i nostri consiglieri: Tommaso Beltrami

02 settembre 2020

Progettazione, buone pratiche e partecipazione

 

Ciao Tommaso, dicci di te e del tuo rapporto con il mondo delle Pro Loco e con la Federazione.

 

Io arrivo da Darzo, in Valle del Chiese nelle Giudicarie. Cosa c'entro io con la Federazione? Beh, col mondo del volontariato Pro Loco a livello locale ho a che fare da anni, sia come socio della Pro Loco di Darzo che, dal 2018, come membro del comitato esecutivo del Consorzio turistico Valle del Chiese.  Con la Federazione, i rapporti e la conoscenza vanno ancora più indietro: ho scoperto questa realtà grazie a un tirocinio all'università, e subito questo mondo mi è interessato parecchio, me ne è piaciuta molto l'atmosfera. Poi in questi anni, dal 2017, sono stato coinvolto, insieme a Manuela e Lucia che ringrazio veramente di cuore per la professionalità, nell'organismo di revisione della Federazione, uno spazio che mi ha permesso di imparare tanto.

 

Lo scorso anno ho partecipato con grande piacere e grande onore al percorso di Mente Locale organizzato dalla Federazione Pro Loco, che è stato veramente arricchente; nello stesso periodo ho preso parte anche alla commissione piano strategico.

Questa esperienza è stata molto stimolante e sfidante e mi ha fatto comprendere le azioni innovative che la Federazione può portare avanti.

 

 

Qual è il contributo che vorresti portare alla Federazione?

 

Il lavoro con la commissione piano strategico ha permesso di delineare l'obiettivo della Federazione, ossia rendere le Pro Loco agenti di sviluppo e comunità, capaci di creare paesi belli, vivibili, dove la gente può stare bene e dove quello che abbiamo lo valorizziamo

Si tratta di un'ottica innovativa, che mi piacerebbe continuare in questi prossimi 4 anni a sviluppare portando il mio contributo personale su 3 aspetti particolari.

 

Il primo è la progettazione: credo che la Federazione possa rendere competenti le Pro Loco nel progettare, e che possa anche aiutarle con dei bandi di finanziamento o comunque di aiuto per le Pro Loco che vogliono promuovere e migliorare la vita della comunità nel loro territorio. 

 

L’altro aspetto è quello delle buone pratiche. Mi affascina sempre molto il fatto di confrontarsi con altre Pro Loco, perché si comprende sempre che cosa fanno gli altri, a livello trentino e a livello nazionale. Lo trovo un arricchimento molto forte, quindi si potrebbe lavorare per rendere più sistematico e più presente questo approccio: le Pro Loco devono girare e scoprire che cosa fanno gli altri, e allo stesso tempo potrebbero far sapere agli altri come stanno lavorando loro.

 

L’ultimo ambito è legato alla partecipazione. Credo che vada creato un maggiore avvicinamento tra la base sociale, fatta di oltre 190 Pro Loco, e il consiglio della Federazione: una possibilità potrebbe essere l'istituzione di enti mediani, che siano un collegamento tra la base sociale e il consiglio della Federazione, in modo che ci sia una trasmissione di informazioni, bisogni ed interessi dalla base sociale verso il consiglio di amministrazione e viceversa. Io che vengo da una Pro Loco ai margini del Trentino posso dimostrarlo: si può fare, possiamo essere tutti partecipi anche se fisicamente lontani. Il mio sforzo sarà indirizzato a sviluppare questo fronte, perché penso che porterà ad un arricchimento per tutto il nostro settore.

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