Il saluto di Enrico Faes alle Pro Loco trentine

03 luglio 2020

Cari amici e amiche presidenti di pro loco
 
in teoria oggi sarei dovuto ritornare dalle ferie, prenotate ancora a fine anno, sulla base di tante cose che allora avevo pianificato con la famiglia ma che invece sono state scombussolate da un’emergenza non prevista, non controllabile e non immaginabile da nessuno di noi.
Teoricamente oggi, a gennaio 2020, sarebbe stato un giorno completamente diverso per tutti noi…e credetemi questa assemblea non ha nulla a che fare con l’assemblea che avevo in testa di organizzare sei mesi fa.

 

Da ormai più di un anno stavo pensando e scrivendo questo discorso, immaginandomelo in un altro teatro, con altre condizioni, con altre prospettive ed aspettative. Un tendone all’aperto, con musica e sorrisi, con scambi di abbracci e di pacche sulla spalle, con allegria diffusa ed un sacco di gente felice di essere presente per salutare me, il direttivo uscente e tutti coloro che hanno condiviso un percorso lungo otto anni. Sognavo di poter guardare, in prima fila, mia moglie ed i miei figli entusiasti di immaginarsi il loro papà finalmente disponibile e di ringraziarli per essere stati la mia forza; sognavo di poter guardare negli occhi mio papà, mia mamma, mia sorella per tributare loro il giusto ringraziamento in pubblico per aver sopportato le mie mancanze, impegnato con felicità ed entusiasmo a rappresentare le pro loco del Trentino.

 

Guardiamoci invece qui, costretti ad annusarci ancora, senza poter sorridere se non coperti da una mascherina, senza poterci toccare, tristi e stanchi da mesi di forzato arresto e sconfortati dal dover restare tali ancora per un po, almeno per quanto riguarda le nostre attività.

 

Gli ultimi anni di Presidenza, però, mi hanno donato equilibrio, soprattutto di pensiero, ed allora sono arrivato a pensare che quest’assemblea è quella che mi merito. Sono entrato in punta dei piedi, nel giugno 2012, presentandomi come il perfetto sconosciuto. Non conoscevo nessuno, se non Noris, Armando e Vigilio (che non smetterò mai di ringraziare) e nessuno conosceva me: un ragazzo poco più che trentenne, sicuramente sveglio, ma solo all’inizio….e non aggiungo altro. Allora è giusto che la mia uscita abbia da essere altrettanto silenziosa, per quanto possibile, perché rappresenta esattamente l’essenza di quello che deve essere il volontariato: un servizio silenzioso e appassionato per la comunità, scevro il più possibile da palcoscenici e protagonismi. Certo, qualche copertina di giornale e molti articoli sono stati pubblicati con questa faccia: è ovvio che sia così. Ma oggi posso confidarvi che non è stato facile, per niente, essere su quelle pagine. La rappresentanza di questo mondo significa profondità di pensiero, significa consapevolezza di quello che si è e di quello che si rappresenta, significa aver pensato ad ogni parola detta (il cui esito poi non sempre è stato felice ed azzeccato); è significato successo in molte occasioni, ma anche delusioni su altri fronti. Delusioni umane, rospi ingoiati, amicizie perse.

 

Per questo mi sento in dovere, oggi, di portarvi le mie scuse per tutto quello che avrei potuto fare e che invece non è stato fatto. Lo sento come un atto dovuto nei confronti di tutti coloro che hanno riposto in me grande fiducia e che, per tutti i motivi di questo mondo, non hanno trovato corresponsione nel mio operato.

 

Mi sento, con altrettanto trasporto, di fare dei ringraziamenti particolari. Vorrei ringraziare, uno ad uno, tutti i collaboratori della Federazione.

 

Grazie al direttore Ivo Povinelli, con il quale ho trascorso momenti di pensiero e di strategia davvero profondi. La sua professionalità deve continuare ad essere il faro di questa Federazione: ai nuovi consiglieri spetterà il difficile compito di saper garantire a lui nuovi stimoli.

 

Grazie a Rina che rappresenta in Federazione lo spirito forse più puro delle nostro essere volontari di pro loco e che ha accompagnato sempre con grande sentimento le pro loco del Trentino.

 

Grazie ad Oriana, la prima risorsa che personalmente ho assunto in Federazione, cresciuta in professionalità con riconosciuto valore negli ultimi anni.

 

Grazie a Giuseppe non solo valido collaboratore, voce storica e mastino da pro loco, ma anche mio personale e prezioso collaboratore nella vita del Consorzio Valle dei Laghi.

 

Grazie ad Adriana, voce puntuale e precisa della Val di Non. Scrupolosa e meticolosa, anche lei risorsa importante per tutte le nostre associazioni.

 

Grazie a Daniela che, oltre ad essere stata una dinamica risorsa per il territorio della Rendena, mi ha anche fatto vivere l’esperienza di un pensionamento.

 

Ringrazio Manuel, l’ultimo arrivato, che però ha già dato dimostrazione delle sua poliedricità e che sicuramente sarà in grado di accompagnare sempre più le pro loco nel futuro.

 

Anche a voi rivolgo, oltre i ringraziamenti, un sincero pensiero di scuse per tutto quello che non sono riuscito a trasmettere o a fare. Non è stato semplice trasformare una piccola associazione come era la Federazione nel 2012 nella grande organizzazione che è oggi: perdonatemi per tutte le inadeguatezze che non sono riuscito a risolvere. Sappiate solo che siete la colonna di questa struttura e spero che in futuro possiate trovare qui dentro il riconoscimento che vi meritate. Vi ho avuto a cuore ogni giorno di questi anni trascorsi insieme ma mi rendo conto di non essere riuscito a mostrarvelo a dovere: ecco perché oggi mi preme salutarvi lasciandovi queste parole.

 

Ringrazio con altrettanto sentimento tutti i consiglieri che hanno camminato insieme a me: quelli del primo mandato, quelli che si sono fermati all’esperienza 2012-2016, quelli che mi hanno fatto compagnia 8 anni e quelli che oggi finiscono la prima esperienza e contano di proseguire. Siete stati degli ottimi compagni di avventura: avete contribuito a farmi diventare una persona migliore in questo mondo. Grazie ai miei vicepresidenti Alois ed Emanuele, grazie al boss Daniele, grazie a Gino, Monica, Luca, Gabriella, Diego, Maurizio, Katia, Manuela, Tommaso, Lucia.

 

Ringrazio anche tutti voi, presidenti presenti oggi ma in generale tutti quelli conosciuti: rappresentarvi è stato un piacere ed un onore.

 

Se questi otto anni passati in federazione fossero il quadro del ritratto di Dorian Gray in questo istante vedreste raffigurato all’interno un uomo sereno, abbastanza maturo e diplomatico, profondo e sensibile, mentre in soffitta ci sarebbe l’immagine di un ragazzo forse un po’ troppo arrogante e sicuro di sè, altezzoso e saputello, incapace di coniugare pensiero personale e pensiero collettivo in azioni condivise e strategiche.

 

Questa è stata per me l’esperienza in Federazione: un profondo percorso di crescita personale, fatto di tanti successi, di qualche insuccesso, di tattiche azzeccate e pensieri positivi ma anche di scappellotti presi e qualche azzardo non sempre riuscito. Allora, a conclusione di questo mio pensiero, vorrei rivolgermi a tutti coloro che avrebbero la possibilità di dedicarsi al volontariato in pro loco invitandoli a farsi coinvolgere, ad essere partecipanti entusiasti di questo modo alternativo di essere linfa vitale delle comunità, per poter diventare persone significative, migliori, contributori essenziali del PIL più importante in assoluto: quello della felicità.

 

Sono felice, e qui riprendo un mio personalissimo pensiero, di portarmi sulla pelle questo bellissimo tatuaggio chiamato pro loco: invecchierà con me, sbiadirà con il passare del tempo, ma mi accompagnerà per tutta la vita e sarà il segno indelebile del mio significato su questa terra. Grazie ancora a tutti voi per avermi permesso di vivere questa esperienza e questa avventura.

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