Il porro di Nosellari: un elemento di coesione sociale

26 marzo 2021

Può un ortaggio diventare simbolo di un’intera comunità ed elemento di coesione sociale? A Nosellari è stato proprio così! L’ortaggio in questione è il porro, riscoperto grazie al lavoro della Pro Loco di Nosellari Oltresommo e della Comunità Slow Food per lo sviluppo agroculturale degli Altipiani Cimbri.

 

 

“La sua coltura caratterizzava la nostra zona fino a qualche decina di anni fa, ma è stata poi progressivamente abbandonata.” Spiega così Graziella Bernardini, portavoce della Comunità Slow Food e segretaria della Pro Loco di Nosellari-Oltresommo. “E’ stata reintrodotta solo negli ultimi tre anni, a seguito di un lungo lavoro di ricerca e di sperimentazione. Si è pensato anche di organizzare il progetto del “porro diffuso”, condividendolo con tutti gli abitanti, al fine di farlo rivivere e farlo diventare un’eccellenza locale, ma anche uno stimolo per riaccendere le relazioni sociali.” 

 

Ma cos’ha di speciale questo porro di Nosellari? Si tratta di una varietà particolare, più dolce  del porro normale, dalla forma “a cipollotto” e dalle foglie aperte, ideale per moltissime ricette. 

Vi proponiamo la ricetta che ci consiglia Graziella che, oltre che protagonista del progetto, è anche la fantastica cuoca del suo albergo di famiglia. 

 

 

STRANGOLASTREGA “IL PIATTO DELLA BRAVA PART”

 

Canederli di porro e formaggio su letto di cavolo cappuccio rosso, serviti con burro fuso e scaglie di Vezzena e guarniti con rametti di erbe aromatiche.

 

 

 

 

Procedimento:

- Tagliare a piccoli cubetti il pane, mescolare al latte bollente  e coprire con un panno da cucina per 10 minuti

- Aggiungere uova, farina, noce moscata, erba cipollina, sale, pepe, formaggio a cubetti e i porri tagliati a pezzettini e rosolati con cipolla e aglio

- Con il composto ben amalgamato, realizzare le tradizionali “palle” di 5 cm. di diametro e cuocere in acqua bollente salata per una decina di minuti

Per cavolo cappuccio rosso:

- Mettere a marinare per una notte un cavolo cappuccio rosso tagliato a julienne in un litro di vino rosso buono tipo Marzemino con due mele a pezzetti.

-Togliere il cavolo cappuccio dal vino e farlo cuocere in padella con il burro. 

- Una volta cotti i canederli versarli nel piatto sul quale è stato disposto il cavolo cappuccio, versare il burro fuso e guarnire con scaglie di Vezzena.

 

categorie di questo articolo:

- Patrimonio immateriale

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