Lo strudel di mele: un "vortice" di sapori

29 aprile 2021

Oggi vi presentiamo la ricetta dello strudel, un dolce che tutti conoscono come emblema della tradizione trentina, ma non tutti forse sanno che la sua storia arriva da molto lontano…

 

Un dolce che identifica e accomuna tutto il Trentino è certamente lo strudel. A differenza di molte ricette tipiche della nostra regione, però, le sue origini sembrano essere straniere, addirittura...bizantine! C’è infatti chi lo identifica come cugino della baklava, un dolce di pasta fillo ripieno di sciroppo di zucchero, miele e frutta secca appartenente alla tradizione turca. Ma come sarebbe giunto fino alla nostra cucina? Ecco la sua storia!

 

Pare che questo antenato dello strudel sia arrivato fino a noi passando dall’Ungheria, dove venne introdotto tra Cinquecento e Settecento, negli anni di dominazione ottomana. Da qui, è entrato in circolazione in tutto l’impero austro-ungarico,  dove il bocconcino di sfoglia si trasformò in un dolce arrotolato più grande chiamato per la sua forma “strudel”, termine tedesco che significa “vortice”. Qui lo strudel assunse le caratteristiche e i sapori odierni, affermatisi poi anche sulle tavole di tutti i territori dell’impero, e quindi anche del Trentino Alto Adige

Rispetto alla baklava, lo strudel non cambiò solamente il suo aspetto esteriore, ma anche l’impasto e parte degli ingredienti: la pasta sfoglia venne sostituita dalla pasta matta o pasta frolla, inoltre, venne aggiunta la mela, prodotto facile da reperire nel nostro territorio.

 

È dalla valle delle mele per eccellenza, la Val di Non, che ci arriva la ricetta dello strudel; ce la racconta Leonardo Fellin, esperto di cucina, gestore dell’Hotel Cles e volontario della Pro Loco di Cles: “Sono tante le varianti dello strudel, forse quello di mele è diventato il più famoso, ma con il termine “strudel” si indicherebbe semplicemente una pasta che avvolge un determinato ripieno.” Anche l’impasto cambia a seconda della funzione che gli vogliamo attribuire: “Se vogliamo un dessert sfizioso, utilizzeremo la pasta matta, più sottile, mentre se desideriamo un piatto più sostanzioso, utilizzeremo la pasta frolla, dalla consistenza più spessa, proprio come nel mondo contadino, dove lo strudel era parte integrante del pasto giornaliero e non un semplice dessert.”

 

Prima di scoprire la ricetta, ecco qualche consiglio di Leonardo Fellin sul ripieno:

- Possono essere adoperate quasi tutte le mele, ma le Renetta sono le migliori, soprattutto se un po’ vecchie ed asciutte; a seconda del tipo di mela potrebbe essere necessario appoggiare sul fondo pangrattato o biscotti per assorbire l’acqua del frutto;

- Lo strudel è ottimo anche con l’aggiunta di ¼ di frutti rossi come ciliegie, mirtilli o lamponi;

- Allo zucchero possiamo sostituire la marmellata di albicocca.

 

 

 

Procedimento:

 

- Preparare la pasta con farina, acqua, burro, grappa e sale, mescolando il tutto fino ad ottenere una palla

- Lasciarla riposare mezz’ora sotto una pezza umida

- Preparare il ripieno mescolando tutti gli ingredienti

- Stendere la pasta finemente col mattarello e ricoprirla col ripieno

- Ripiegare i lati per sigillare il nostro strudel

- Cuocere in forno per circa 40 minuti ad una temperatura di 200°C 

 

categorie di questo articolo:

- Patrimonio immateriale

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